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Carcinoma polmonare non-a-piccole cellule squamose, in fase avanzata e refrattario: attività e sicurezza di Nivolumab, un inibitore del checkpoint immunitario PD-1


I pazienti con carcinoma del polmone non-a-piccole cellule squamose, refrattario a più trattamenti, presentano esiti non-favorevoli.
Ricercatori hanno valutato l'attività di Nivolumab ( Opdivo ), un anticorpo IgG4 inibitore del checkpoint immunitario PD-1, completamente umano, per i pazienti con cancro del polmone non-a-piccole cellule, squamoso, avanzato, refrattario.

E’ stato effettuato uno studio di fase 2, CheckMate 063, a singolo braccio in 27 Centri in Francia, Germania, Italia, Stati Uniti.
I pazienti che avevano ricevuto in precedenza due o più trattamenti hanno ricevuto per via endovenosa Nivolumab ( 3 mg/kg ) ogni 2 settimane fino a progressione o effetti tossici inaccettabili.

L'endpoint primario era la percentuale di pazienti con una risposta oggettiva confermata come valutato da un Comitato di revisione radiologica indipendente.
I ricercatori hanno incluso tutti i pazienti trattati nelle analisi.

Durante il periodo 2012-2013, i ricercatori hanno arruolato e trattato 117 pazienti.

17 ( 14.5%, 95% CI 8.7-22.2 ) pazienti su 117 hanno presentato una risposta oggettiva valutata da un Comitato di revisione radiologica indipendente.

Il tempo mediano alla risposta è stato pari a 3.3 mesi ( IQR 2.2-4.8 ), e la durata mediana della risposta non è stata raggiunta ( 95% CI 8.31- non-applicabile ); 13 ( 77% ) risposte su 17 erano in corso al momento dell'analisi.

30 ( 26% ) pazienti su 117 pazienti hanno presentato una stabilizzazione della malattia ( durata mediana di 6 mesi, 95% CI 4.7-10.9 ).

20 ( 17% ) pazienti su 117 hanno riportato eventi avversi di grado 3-4 correlati al trattamento, tra cui: affaticamento ( 5 [ 4% ] pazienti su 117 ), polmonite ( 4 [ 3% ] ), e diarrea ( 3 [ 3% ] ).

Sono stati segnalati due decessi associati al trattamento, causati da polmonite e ictus ischemico che si sono verificati in pazienti con comorbidità multiple in un quadro di malattia progressiva.

In conclusione, Nivolumab ha attività clinicamente significativa e un profilo di sicurezza gestibile nei pazienti precedentemente trattati con tumore polmonare non-a-piccole cellule squamose, avanzato e refrattario.
Questi dati supportano la valutazione di Nivolumab in studi randomizzati e controllati, di fase 3 di trattamento di prima linea e di seconda linea. ( Xagena2015 )

Rizvi NA et al, Lancet Oncol 2015; Epub ahead of print

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