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Pembrolizumab si è dimostrato promettente nel carcinoma della vescica non-invasivo ad alto rischio, non-responsivo a BCG


I risultati intermedi aggiornati della coorte A dello studio di fase 2 KEYNOTE-057 hanno mostrato che Pembrolizumab ( Keytruda ) è in grado di indurre risposte complete durature tra i pazienti con carcinoma della vescica in situ ad alto rischio, non-invasivo e non-mortale, non-responsivo a BCG ( Bacillus Calmette-Guérin ) con o senza tumori papillari.

I pazienti con carcinoma della vescica non-muscolo invasivo di alto grado presentano un rischio elevato di sviluppare malattie muscolo-invasive e metastatiche.
BCG è stato usato dagli anni '70 per questi pazienti, inducendo una risposta completa in circa il 70% delel persone trattate.

BCG è molto efficace nell'ottenere una risposta ma, per molti di questi pazienti, tale risposta non è duratura. Almeno un terzo o più svilupperanno malattie ricorrenti o progressione della malattia.
Le opzioni per questi pazienti includono la Mitomicina intravescicale con Interferone o Valrubicina intravescicale. Tuttavia, la durata dell'effetto di questi agenti è limitata.
Per molti pazienti, viene spesso raccomandata una cistectomia radicale con alta incidenza di complicanze. Inoltre, l'intervento chirurgico ha un forte impatto sulla qualità di vita e ci vogliono circa 3 mesi per la guarigione.

E' stato valutato l'uso dell'anticorpo anti-PD-1 Pembrolizumab, che aveva mostrato un'attività significativa per i pazienti con carcinoma della vescica metastatico.

L'analisi ha incluso 102 pazienti ( età mediana, 73 anni ) con carcinoma alla vescica in situ ad alto rischio, non-controllato, con o senza malattia papillare ( 71.8% ), che avevano ricevuto una terapia adeguata a base di BCG, e non potevano o non desideravano sottoporsi a cistectomia radicale.

La terapia adeguata a base di BCG consisteva nel aver ricevuto almeno cinque di sei dosi di un ciclo iniziale di induzione, seguite da almeno due delle tre dosi di terapia di mantenimento o almeno due delle sei dosi di un secondo ciclo di infusione.
I pazienti arruolati avevano ricevuto, in precedenza, una mediana di 12 instillazioni di BCG.

I pazienti hanno ricevuto 200 mg di Pembrolizumab ogni 3 settimane per 24 mesi o fino a recidiva, a progressione o a tossicità inaccettabile.

Il tasso di risposta obiettiva ( ORR ) è servito come endpoint primario dello studio.

Il 40.2% ( IC 95%, 30.6-50.4 ) della popolazione ha raggiunto una risposta completa.
Il follow-up mediano per i pazienti in risposta obiettiva è stato di 16.7 mesi ( range, 5.9-28.2 ).
Di questi 41 pazienti rispondenti, 24 ( 58.5% ) ha presentato una risposta continua al momento del cut-off dei dati.
Quindici ( 36.6% ) pazienti responder hanno successivamente sperimentato recidiva di carcinoma della vescica non-invasivo. Tuttavia, nessuno di questi pazienti ha sviluppato malattia muscolo-invasiva o metastatica.
La durata mediana della risposta completa è stata di 12.7 mesi ( intervallo da 0+ a 20.5+ ).
Il 75% dei pazienti ha avuto una risposta completa che è durata 6 mesi o più, e il 53% ha risposto per 9 mesi o più.

Dei 57 non-responder, 41 hanno presentato persistenza della malattia, 6 hanno recidivato, 9 hanno sviluppato progressione dello stadio del tumore alla vescica non-muscolare e 1 ha sviluppato neoplasia non-vescicale.
Nessun paziente è progredito verso la malattia T2.

Gli eventi avversi correlati al trattamento si sono verificati nel 64.7% della popolazione e il 12.7% ha riportato eventi avversi di grado 3 e 4.
La sospensione a causa di un evento avverso correlato al trattamento si è verificata nel 7.8% della coorte.
Gli eventi avversi più frequenti correlati al trattamento includevano prurito ( 10.7% ), affaticamento ( 9.7% ), diarrea ( 8.7% ), ipotiroidismo ( 7.8% ) e rash maculopapulare ( 5.8% ). ( Xagena2019 )

Fonte: Genitourinary Cancers Symposium, 2019

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